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Catanzaro
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mwiqCatanzaro (IPA [katanˈʣaːro] ; mwjaCatanzaru in mwjqdialetto catanzaresecite-ref-5[5]. IPA [ˌkatanˈʦaːru]) è un mwkwcomune italiano di mwla82 643 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], mwmqcapoluogo dell'mwmgomonima provincia e della regione mwmwCalabria.
Storico capoluogo della mwnqCalabria Ultra per oltre due secolicite-ref-secondo-6-0[6], Catanzaro è sede dell'mwogUniversità "Magna Græcia". Alle sue porte sorgeva mwowSkylletion, antica città della mwpaMagna Grecia poi trasformata in colonia romana.
La città si erge nell'omonimo mwpgistmo di Catanzaro, che costituisce la sezione geografica più stretta della mwpwpenisola italiana: solo mwqa35 km, infatti, separano in quel punto il mwqqmar Ionio dal mwqgTirreno. Questo luogo è all'origine del termine mwqwmwraItalia, con cui gli mwrqantichi greci identificavano il territorio che, secondo la mitologia, era un tempo governato da mwrgRe Italocite-ref-italia-7-0[7], come riportato da mwswAntioco di Siracusa, mwtaAristotele, mwtqVirgilio e mwtgStrabonecite-ref-italia-7-1[7].
L'odierno centro cittadino, posto su un'altura (detta Trivonà dal mwvagreco mwvqtría vouná, cioè "tre colli") a dominio del mwvggolfo di Squillace, sorse in epoca mwvwgreco-bizantina, quando gli esuli di mwwaScolacium si rifugiarono sui colli per sfuggire alle razzie dei saraceni. Queste genti fondarono il più antico quartiere del centro storico: la mwwqGrecìa. Alle origini bizantine si deve l'introduzione in città dell'arte della mwwgseta.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Altro
• Società
• Cultura
• Media
• Arte
• Teatro
• Cucina
• Eventi
• Economia
• Turismo
• Strade
• Ferrovie
• Porti
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
È conosciuta come «città tra due mari» in quanto si trova nell'mwcqistmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli mwcg35 km separano il mwcwmar Ionio dal mwdamar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le mwdqisole Eolie. È detta inoltre mwdgmwdwCittà dei tre collicite-ref-10[10] corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni).
Il territorio comunale si estende dal mare fino all'altezza di 668 metri. La casa comunale sorge a 320mwfq m. Comprende una zona costiera sul mwfgmar Ionio che ospita 8mwfw km di spiaggia e un porto turistico; da qui il centro abitato risale la valle della mwgaFiumarella (anticamente detta fiume Zaro), sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai mwgqi tre colli: del Vescovato, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la mwggSila verso Nord. Il territorio comunale è bagnato dal mare.
Idrografia
I corsi d'acqua principali sono il torrente mwhqFiumarella (nel dialetto locale mwhgHjiumareddha, anticamente detto Zaro), nel quale confluisce il torrente Musofalo, il torrente mwhwCorace (anticamente detto Crotalo), il maggiore in termini di portata d'acqua e che delimita il confine comunale a sud, ed il torrente mwiaAlli, che delimita il confine comunale a nord. Per loro natura i corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ed hanno una scarsa portata nella maggior parte dell'anno, mentre si gonfiano dopo le piogge.
Clima
«Trovare un vero amico è così raro
come un dì senza vento a Catanzaro.»
(antico proverbio catanzarese)
Il clima di Catanzaro è tipicamente mwjqmediterraneo, caratterizzato dalla presenza costante di fenomeni ventosi anche di forte intensità nei mesi primaverili ed autunnali.
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la mwjwtemperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a mwka8,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di mwkq24,5 °C. Sono sempre più frequenti le "notti tropicali", ovvero notti in cui la temperatura non scende al di sotto dei mwkg20 °C.
Il clima, come detto, è segnato dalla presenza del mwlavento, costante e anche di forte intensità, soprattutto nei mesi mwlqprimaverili ed mwlgautunnali. L'intensità media annuale è di circa 4 nodi con picchi che sfiorano la media di 6 nodi nei mesi di aprile e maggio caratterizzati da forti venti di mwlwscirocco e mwmalibeccio.
Le mwmgprecipitazioni medie annue si aggirano storicamente quasi sui mwmw1000 mm (in forte calo nell'ultimo decennio) e si distribuiscono mediamente in 87 giorni, con un prolungato minimo mwnaestivo e un picco tra l'mwnqautunno e l'mwnginvernocite-ref-11[11].
| Catanzaro | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Catanzaro | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 11,5 | 11,7 | 13,2 | 16,1 | 20,9 | 25,0 | 27,8 | 28,1 | 25,1 | 20,5 | 16,3 | 13,2 | 12,1 | 16,7 | 27,0 | 20,6 | 19,1 |
| T. min. media ( °C ) | 6,3 | 6,6 | 7,7 | 10,0 | 14,2 | 17,9 | 20,3 | 20,9 | 18,2 | 14,3 | 10,8 | 7,8 | 6,9 | 10,6 | 19,7 | 14,4 | 12,9 |
| Precipitazioni ( mm ) | 144 | 118 | 114 | 68 | 39 | 20 | 13 | 17 | 51 | 120 | 119 | 172 | 434 | 221 | 50 | 290 | 995 |
| Giorni di pioggia | 11 | 10 | 10 | 9 | 5 | 3 | 2 | 2 | 6 | 8 | 9 | 12 | 33 | 24 | 7 | 23 | 87 |
| Vento ( direzione - m / s ) | NW 3,3 | SE 3,4 | SE 4,6 | SE 5,8 | SW 5,3 | SW 4,7 | SW 2,7 | SE 2,8 | E 4,5 | E 5,0 | SE 3,3 | NW 2,5 | 3,1 | 5,2 | 3,4 | 4,3 | 4,0 |
mwpwmwqaClassificazione climatica: zona C
Storia
Età antica
«L'intiera terra fra i due golfi di mari, il Nepetinico [S. Eufemia] e lo Scilletinico [Squillace], fu ridotta sotto il potere di un uomo buono e saggio, che convinse i vicini, gli uni con le parole, gli altri con la forza.
Questo uomo si chiamò Italo che denominò per primo questa terra Italia. E quando italo si fu impadronito di questa terra dell'istmo, ed aveva molte genti che gli erano sottomesse, subito pretese anche i territori confinanti e pose sotto la sua dominazione molte città.»
(Antioco di Siracusa, Sull'Italia, V secolo a.C.)
Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro ad un'antica mwtacolonia greca nel luogo che in seguito divenne l'antica mwtqmwtgScolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di mwtwTrischines. Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale mwuaCatanzaro Marina, mwuqTiriolo (anticamente Teura), mwugSanta Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines)cite-ref-12[12] e lungo la valle del mwvwCorace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda, mwwaUlisse fondò l'antica mwwqSkilletion.cite-ref-13[13]
Nel 2008, durante gli scavi per la costruzione della cittadella della regione Calabria nel quartiere mwxwGermaneto, lungo la valle del mwyaCorace, sono stati portati alla luce reperti ricollegabili a una necropoli mwyqgreca del V secolo a.C. e a un antico centro mwygromano, i quali testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] Al 2019 risale invece il ritrovamento di reperti rinvenuti contestualmente ai lavori per la nuova Metropolitana.cite-ref-17[17] Dai ritrovamenti archeologici emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro dalla popolazione dei "Vituli", così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso mw2wre Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di mw3aDardano progenitore dei troiani.cite-ref-18[18]
Età medievale
Secondo la leggenda due condottieri mw4wbizantini, mw5aCattaro e Zaro, condussero le popolazioni rivierasche della città mw5qmagno-greca di mw5gSkilletion o mw5wSkillakion, corrispondente alla mw6aromana mw6qmw6gScolacium (attuale Borgia), prima sullo Zarapotamo (oggi mw6wSanta Maria) poi successivamente sul Trivonà, in una fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di mw7aGrecìa).cite-ref-19[19] La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate.cite-ref-20[20] Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del mw9qIX secolo, per decisione del generale mw9gbizantino mw9wNiceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo".cite-ref-21[21]
Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale mw-qFlagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di mw-gKatantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio.cite-ref-22[22] Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco mwaqmKatartarioi, ovvero filatori di seta.cite-ref-mat72-23-0[23] Tuttavia l'etimologia più probabile, ipotizzata dal linguista locale mwaqgGiovanni Alessio e avvalorata dal collega tedesco mwaqkGerhard Rohlfs, suggerisce la fusione tra due componenti, la prima greca (mwaqokáta, ossia "sotto") e la seconda dialettale calabrese (mwaqsanzàru, probabile mwaqwarabismo significante "[il] pianoro"), con evidente riferimento alla posizione geografica del centro storico.cite-ref-24[24] La presenza araba è testimoniata dai ritrovamenti mwareottocenteschi di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe.cite-ref-25[25]
Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza, a cadere sotto l'assedio dei mwarcNormanni di mwargRoberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia mwarkAltavilla con il conte Rodolfo († 1098), figlio di mwaroGoffredo d'Altavilla.cite-ref-26[26] In quest'epoca conobbe la fioritura delle arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della mwar8seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'mwasaItalia che con i paesi orientali ed europei.
Per farne un centro di dominio, i mwascNormanni l'elessero a Contea, conferendola a Ugone Falluc e alla sua discendenza, per passare poi sotto il controllo di un ramo cadetto degli Altavilla con Rao (Radulfo) da Loritello. Alla metà del mwasgXIII secolo in pieno periodo svevo, la città fu feudo della famiglia mwaskRuffo che ebbe nel calabrese Pietro I, grande marescalco di mwasoFederico II, il primo dei Conti Ruffo di Catanzaro "Dei Gratia Comes Catanzarii". Da questi perduta nelle sue lotte contro Manfredi, la città ritornò ai Ruffo quando mwassCarlo I d'Angiò la donò al secondo Pietro Ruffo, pronipote del precedente, suo generale nella mwaswguerra del Vespro.cite-ref-27[27] Per quattordici anni, ad opera del mwateRe Ladislao, rimase nel demanio regio.cite-ref-28[28]
Età moderna
Nel 1420 la città tornò a Nicolò Ruffo. Ultima Ruffo fu Enrichetta, figlia di Nicolò, che andò sposa ad mwatgAntonio Centelles. In seguito alla ribellione di costui che fomentò le plebi rurali, Alfonso I ne fece di nuovo una città demaniale. Per cui pochi anni dopo, nel 1460, si accese una nuova guerra durante la quale Catanzaro trucidò i partigiani di Centelles, il quale, per sopprimere la rivolta della popolazione, fece appiccare un incendio che distrusse l'allora quartiere Paradiso, che da quel momento in poi prese il nome di mwatkCase Arse.cite-ref-29[29]
Ritornata la pace, la città ebbe concessi nuovi privilegi che favorirono enormemente l'affermarsi della sua industria della seta, per cui i suoi damaschi andavano noti in tutta mwat8Europa. Nel 1519, in virtù della radicata tradizione serica, mwauaCarlo V concesse l'istituzione del Consolato dell'arte della seta, il cui statuto originale, scritto in mwaueitaliano, è conservato presso la biblioteca della Camera di commercio della città.cite-ref-sinopoli39-30-0[30]cite-ref-31[31] Da quel tempo, Catanzaro acquista sempre più l'aspetto e l'importanza di quieta città aristocratica ed artigianale. Tuttavia questa condizione le conferisce l'energia di comportarsi eroicamente, nel 1528, e di resistere all'assedio posto dai mwauofrancesi, meritandosi da Carlo V il titolo di "Magnifica et Fidelissima" e l'autorizzazione a fregiare il proprio stemma con l'aquila imperiale.cite-ref-damatocarlov-32-0[32]
L'importanza economica, ma soprattutto militare portò, pochi anni dopo, nel 1593, la città ad essere nominata capoluogo della provincia mwavaCalabria Ulteriore.
Catanzaro divenne nota come la mwaviCittà delle tre "V", riferite alle sue tre caratteristiche distintive:
• mwavuV di mwavyVitaliano da Capua, santo patrono;
Età contemporanea
La città detenne il ruolo di capoluogo della Calabria Ulteriore per oltre 220 anni, fino al 1816cite-ref-secondo-6-1[6], anno in cui avvenne la divisione amministrativa della mwawsprovincia. Nell'Ottocento, Catanzaro ebbe un ruolo rilevante nei moti risorgimentali, giacché in città fu fervente l'attività della mwawwCarboneria. Il 31 agosto 1860, Catanzaro accolse i garibaldini guidati da mwaw0Nino Bixio.cite-ref-tc524-33-0[33]
Nell'estate del 1943 le mwaxmforze alleate bombardarono la città in alcuni suoi punti strategici, radendo al suolo una consistente porzione del mwaxqcentro storico e parte del suo patrimonio architettonico storico.cite-ref-34[34]
Nel 1950, in seguito all'introduzione delle regioni nell'ordinamento giuridico italiano con l'entrata in vigore della mwaxoCostituzione della Repubblica Italiana, datata 1 gennaio 1948, si scatenò una dura rivolta interna alla città, che prese il nome di mwaxsquattro giornate di Catanzaro. La mobilitazione fu causata dal fermento intorno all'elezione del nuovo capoluogo di regione.cite-ref-35[35] La città fu nominata capoluogo della regione mwayaCalabria nel 1970, a testimonianza della sua importanza per tutto il territorio regionale e anche per una peculiare questione di centralità.cite-ref-tc524-33-1[33] La decisione, questa volta, causò la mwayumobilitazione dell'altra città designata a ricoprire il ruolo, mwayyReggio Calabria.
Nel 1992 (con d.lgs. 6 marzo 1992, n. 249 e d.lgs. 6 marzo 1992, n. 253) furono istituite le province di mwaygCrotone e di mwaykVibo Valentia, ripartendo il territorio della Provincia di Catanzaro e ridimensionandolo di circa la metà della sua superficie.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]
Simboli
«Fa la città per la sua impresa un'aquila imperiale con la testa rivolta a destra, armata di corona, con le ali e coda sparse, in atto di sollevarsi a volo, nel di cui seno, che forma uno scudo, vi sono tre monti in campo vermiglio, sopra dei quali vi è una corona; tiene l'aquila col becco una fascia, nella quale sta questo motto delineato: "Sanguinis effusione" per dimostrare che col sangue dei suoi cittadini, mai sempre sparso, in servigio della Cattolica Corona, ha quell'aquila meritato, che le concesse la sempre gloriosa memoria dell'imperatore Carlo V per aggiungerla alla sua antichissima insegna»
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, fedelissima città di Catanzaro, 1670cite-ref-damatocarlov-32-1[32])
L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale accordata da mwazoCarlo V nel 1528, in seguito alla resistenza offerta dai catanzaresi contro il francese mwazsOdet de Foix de Lautrec, che voleva conquistare la Calabria; lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto latino mwazwSanguinis effusione ("[ottenuta] con spargimento di sangue"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi. Lo stemma è stato ufficialmente riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 30 maggio 1940.cite-ref-38[38]
Il gonfalone è un drappo mwaaypalato di giallo e di rosso di otto pezzi.
Onorificenze
Titolo di Città
«Concessione dell'imperatore
Carlo V d'Asburgo
»
—
1528
Grande medaglia d'argento di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Alla Città di Catanzaro»
—
Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911
Medaglia d'oro al Merito Civile
«Fu obbiettivo di ripetuti bombardamenti che portarono alla distruzione del centro storico e degli ospedali, nonché alla morte di oltre 400 persone e al ferimento di innumerevoli civili. I cittadini si distinsero per l'assistenza ai feriti e per gli atti di solidarietà. Esempio di generosità, di altruismo e di gesti eroici. 1943/1945 - Catanzaro»
—
5 agosto 2022
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Sul territorio comunale di Catanzaro sono ubicate circa sessanta chiese, di cui 34 parrocchiali.cite-ref-40[40] Ben 16 sono localizzate entro i confini della mwab0città vecchia.cite-ref-41[41] Le principali sono la mwaciCattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, la mwacmBasilica dell'Immacolata Concezione e la mwacqChiesa del Santissimo Rosario.cite-ref-42[42]
Il Duomo della città sorge nel sito della prima cattedrale, eretta nel 1121 in epoca mwaconormanna e dedicata a mwacsSanta Maria Assunta e agli mwacwApostoli mwac0Pietro e mwac4Paolo. La chiesa venne fortemente rimaneggiata nel 1511 con una facciata mwac8rinascimentale, che crollò a causa del terremoto del 1638. Danneggiata dai bombardamenti nell'agosto del 1943, che provocarono in particolar modo il crollo del transetto sinistro e il danneggiamento del campanile, venne completamente stravolta nel dopoguerra. I lavori di ricostruzione post bellica terminarono nel 1960.cite-ref-43[43]
La Basilica dell'Immacolata è un luogo ricco di spiritualità ed estremamente importante per la cittadinanza, tanto da essere considerato spesso il principale luogo di culto della città. È dedicata alla patrona della città dei tre colli; era sorta inizialmente come chiesa dedicata alla Trinità nel 1254. Rimaneggiata tra il 1750 e il 1763 con l'aggiunta delle navate laterali e la cupola. Tra il 1783 e il 1833 svolse le funzioni di cattedrale, essendo stato il Duomo danneggiato dal terremoto. La facciata venne ricostruita nel 1913 e venne rimaneggiato anche il campanile. Ha tre navate con cappelle gentilizie e transetto.cite-ref-44[44] Nel settembre del 1954 mwad4papa Pio XII la elevò alla dignità di mwad8basilica minore,cite-ref-45[45] mentre nel 1998 le viene attribuito il titolo di mwaeqSantuario Mariano Diocesano.cite-ref-46[46]
La chiesa del Santissimo Rosario sorge alle spalle della cattedrale e presenta una facciata rinascimentale e interno a mwaeonavata unica, coperta da mwaesvolta a botte lunettata, con mwaewtransetto e quattro mwae0cappelle per lato; all'incrocio tra navata e transetto si eleva una mwae4cupola priva di tamburo. La costruzione risale al XV o XVI secolo, con numerosi rifacimenti, dovuti ai danni dei terremoti del 1638, del 1783 e del 1832, dopo il quale era rimasta chiusa fino al 1891. È annessa la Congrega del XVII secolo con intagli lignei e stucchi.cite-ref-47[47]
Il luogo di culto esistente più antico della città è tradizionalmente riconosciuto nella mwafqchiesa di Sant'Omobono, eretta probabilmente a cavallo fra il XI e il XII secolo, che potrebbe esser stata edificata sopra i resti di un antichissimo tempio del sole.cite-ref-48[48] Tuttavia, la prima struttura del mwafkSantuario di Santa Maria del Mezzogiorno risalirebbe al IX secolo.cite-ref-49[49]
Architetture civili
Le principali architetture civili della città sono ubicate entro il perimetro del centro storico. In tal senso, il patrimonio architettonico di Catanzaro è composto da numerosi palazzi signorili, il cui passato è riconducibile principalmente a famiglie nobiliari del luogo, che ne favorirono l'edificazione a scopo abitativo privato, e dalle quali prendono il nome: tra questi, Palazzo Doria, Palazzo Ferrari-De Riso, Palazzo Anania, Palazzo Rocca-Grimaldi, Palazzo Gironda-Veraldi.cite-ref-50[50] Presso Palazzo Ruggero-Raffaelli aveva anticamente sede il convento dei mwagkPadri Minimi di mwagoSan Francesco di Paola.cite-ref-51[51]
La maggior parte è sita negli mwahaantichi rioni del centro storico, altri hanno sede lungo Corso Mazzini e si caratterizzano per i loro saloni affrescati sfarzosamente, i dettagli decorativi che adornano i vari ambienti e le ampie corti centrali.cite-ref-52[52] Alcuni, come Palazzo Menichini, risentono ancora dei danni provocati dai bombardamenti che colpirono la città durante la seconda guerra mondiale, nel 1943.cite-ref-53[53] Altri invece sono considerati veri e propri simboli di Catanzaro, come Palazzo Fazzari, uno dei maggiori esempi di mwahkarchitettura eclettica in Calabria.cite-ref-54[54]
Sull'area di Piazza Prefettura, oltre alla mwaimBasilica dell'Immacolata, affacciano i prospetti di tre importanti edifici; un tempo vi sorgeva lo storico teatro comunale, demolito nel 1938, sul cui suolo verrà edificato in seguito il palazzo delle poste, sulle cui pareti è incastonato un murale dell'artista locale mwaiqMimmo Rotella, rappresentativo del macrocosmo delle telecomunicazioni.cite-ref-55[55] Vi si affacciano anche Palazzo di vetro, sede della provincia, edificato negli anni 1960 su progetto dell'architetto mwaikSaul Greco,cite-ref-56[56] e l'edificio che tra questi può annoverare una maggior tradizione storica e un maggior pregio architettonico: il palazzo della Prefettura, ex sede degli uffici dell'Amministrazione provinciale.cite-ref-57[57]
I palazzi di rappresentanza istituzionale della città sono: Palazzo De Nobili, situato nella zona sud-est del centro storico, sede dell'Amministrazione comunale dal 1863,cite-ref-58[58] Palazzo Grimaldi-Montuori, sede della mwajccamera di commercio, che affaccia su Corso Mazzini,cite-ref-59[59] e Palazzo degli Itali, moderno complesso architettonico che ospita i lavori della mwajwGiunta regionale della Calabria (localizzato nel quartiere mwaj0Germaneto, alla periferia ovest della città) a partire dal 2016,cite-ref-60[60] allorquando gli uffici furono spostati dall'ex sede, Palazzo Alemanni, ubicato nella zona antica della città.cite-ref-61[61]
Architetture militari
«Entrò vittorioso Roberto [il Guiscardo] anno 1055 - si fè giurare homaggio e conoscendo, che il dominio della Calabria dipendeva assolutamente dall'assicurarsi di questa Piazza, sì per esser in sito naturalmente inespugnabile, come per star situata nel centro della Provincia, per dove con facilità si può tramandar a gli altri luoghi soccorso in tempo di guerra, vi fondò un fortissimo Castello in quell'estremo della Città, sopra un masso di scoglio al di fuori tagliato, con torri e bastioni sì bene intesi, che alla fortezza sua naturale congiunti, lo resero sicuri di batteria e di scalate...»
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670)
Fin dalla sua fondazione la città fu costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Era una città fortezza dotata di torri, bastioni, porte civiche e racchiusa in una cinta muraria di circa 7mwak0 km. L'impianto difensivo era di tipo complesso, la città era difesa dalla sua stessa posizione, accerchiata da profonde e ripide valli ed inoltre in prossimità delle mura c'erano fossati e trincee fortificate. In realtà la struttura difensiva iniziava fin dalla costa, infatti sulle colline che fiancheggiano la valle dove oggi sorgono i quartieri Sala, mwak4Santa Maria e mwak8Lido, erano costruite un susseguirsi di torri d'avvistamento fino alla costa, una delle quali è ancora visibile sulle colline del quartiere Aranceto. Le porte di accesso erano 6:
• Porta Marina (o Granara), sicuramente la porta principale perché consentiva l'accesso dalla costa ed era utilizzata per il commercio del frumento, secondo il D'Amato qui erano posizionate 4 torri di guardia, tre bastioni con cannoni e poco distante il Baluardo dei Palmeti;cite-ref-62[62]
• Porta di San Giovanni (o Castellana o Montanara), posizionata nei pressi dell'attuale piazza Matteotti, adiacente a questa porta vi era un profondo fossato, chiamato fosso rivellino, attraversabile tramite un ponte levatoio;
• Porta Pratica (o Prattica o di San Leonardo), consentiva l'accesso da mwalgOccidente al mwalkrione Paradiso, oggi quartiere mwaloCase Arse, di fianco a difesa della porta vi era il Bastione di San Nicola Caracitano;cite-ref-63[63]
• Porta Stratò, situata nell'omonimo rione ad mwamaOriente del centro storico, era una porta civica ad arco a sesto chiuso nascosta dalla chiesetta di Santa Maria della Portella, che svolgeva la duplice funzioni di luogo di culto e di postazione di avvistamento, in quanto in caso di pericolo veniva suonata la campana che avvertiva la popolazione della chiusura delle porte. È tuttora visibile il sentiero che sale dalla valle del Musofalo e giunge fino alla chiesetta. Il nome stesso "Stratò" deriverebbe dal toponimo mwamegreco che significa occulto, nascosto;cite-ref-mazza67-64-0[64]
• Porta del Gallinaio, era una porta civica secondaria, utilizzata per l'accesso del bestiame;
• Porta Silana, anch'essa porta civica secondaria, utilizzata per il passaggio di bestiame, consentiva l'accesso alla città dal retrostante mwamgaltopiano della Sila.cite-ref-mazza67-64-1[64]
In posizione rialzata rispetto al resto dell'antica città, sul mwam4colle del Castello fu costruito il Castello Normanno o d'Altavilla, oggi complesso monumentale San Giovanni, sotto il quale erano costruiti lunghi cunicoli sotterranei, i quali possono essere visitati ancora oggi.
Altro
Monumenti
I principali monumenti della città sono:
• Cavatore: opera dello scultore Giuseppe Rito, è un'imponente statua bronzea collocata su una fontana, incastonata nelle mura del Complesso Monumentale del San Giovanni, alle porte del centro storico. Fu realizzata nella prima metà degli anni 1950 e rappresenta, tramite l'immagine di un uomo nell'atto di scalfire la roccia sottostante con un mwankpiccone, la laboriosità, la forza e la tenacia dei catanzaresi.cite-ref-65[65] È considerata a pieno titolo uno fra i maggiori simboli della città.cite-ref-66[66]cite-ref-67[67]
• Monumento ai caduti della grande guerra: sito in mwaocpiazza Matteotti, è opera dello scultore calabrese mwaogMichele Guerrisi. È costituito da un gruppo scultoreo in bronzo, inaugurato nel 1933 ma parzialmente danneggiato dai bombardamenti che subì il centro storico della città nel 1943. La figura femminile col capo chino che costituiva parte dell'opera è andata perduta col tempo.cite-ref-bc84-68-0[68]
• Monumento all'Assunta: anch'esso opera di Giuseppe Rito, è una statua in bronzo collocata sul pinnacolo del mwao4Duomo, collocazione che la rende identificabile da ogni zona della città, risultando dunque il punto più alto del centro storico. Fu commissionata e realizzata nel secondo dopoguerra.cite-ref-bc84-68-1[68]
• Fontana di Santa Caterina: collocata in piazza Cavour, di fronte alla Questura, laddove sorgeva un tempo la Chiesa di Santa Caterina. È un'opera risalente alla fine del XIX secolo, composta da tre vasche di dimensioni diverse poste su vari livelli su cui spicca la caratteristica principale, una statua raffigurante con ogni probabilità una mwapqninfa.cite-ref-bc86-69-0[69]
• Monumento a Francesco Stocco: la statua raffigura il generale garibaldino catanzarese mwapoFrancesco Stocco. Sebbene la sua collocazione originaria era in piazza Indipendenza (odierna Matteotti), è ubicata oggi nella piazza omonima. È composto da un corpo marmoreo poggiato su un basamento in mwapsstile neoclassico. Opera di Francesco Scerbo, fu realizzata nel 1898.cite-ref-bc86-69-1[69]
• Giustizia e Libertà: ulteriore contributo di Giuseppe Rito a favore della città, è un gruppo scultoreo in bronzo raffigurante le due dee rappresentazione delle virtù alle quali è dedicata l'opera. Fu commissionata in seguito alla caduta del mwaqeregime fascista in Italia ed è collocata nell'atrio del palazzo della mwaqiCorte d'appello.cite-ref-70[70]
• Madonna col Bambino: opera in marmo collocata nel portico del Duomo, risalente al 1591.cite-ref-bc88-71-0[71]
Strade e piazze
• Corso Mazzini: è il principale asse viario del centro storico cittadino e sicuramente la strada maggiormente rilevante da un punto di vista storico e architettonico. Fu creato a partire dal 1870 nell'ambito dell'attuazione degli interventi contenuti nel piano Manfredi, il piano regolatore della città che prevedeva il riassetto di alcuni punti cardine del centro storico. La sua "apertura" fu favorita dall'abbattimento di alcuni palazzi e dal taglio della facciata di altri. Nell'occasione furono costruiti anche alcuni edifici di particolare pregio architettonico che ancora oggi ne impreziosiscono la passeggiata.cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]
• mwarkPiazza Matteotti: è la porta del centro storico, costituendone il principale ingresso. È il principale salotto della città. Sebbene lo slargo si sia formato nel corso del tempo tramite l'edificazione dei palazzi che ne formano il perimetro, la piazza come la si intende oggi fu costruita nei primi anni 1990. Vi si affacciano il Cavatore e importanti architetture civili come il palazzo della Corte d'appello, l'ITIS "E. Scalfaro" e la palazzina Ex Stac.cite-ref-74[74]
• Piazza Prefettura: è la principale piazza del centro storico.cite-ref-75[75] Vi si affacciano alcune importanti architetture: la mwasmBasilica dell'Immacolata, il palazzo della Prefettura, Palazzo di vetro (sede dell'Amministrazione provinciale) e il palazzo delle poste.
• Balconata di Bellavista: punto di confine del centro storico, è un punto panoramico consistente in una balconata che affaccia sulla zona sud della città e permette una visuale completa fino al mare. Tradizionalmente riconosciuto come uno dei punti più suggestivi della città, nel XVII secolo era tappa dei viaggi in Europa di aristocratici e artisti britannici.cite-ref-76[76]
Ponti
Catanzaro è definita la "mwas0città dei ponti" in ragione dei numerosi viadotti che collegano i quartieri centrali e settentrionali dell'abitato. Fra questi, quelli caratterizzati da un maggior pregio architettonico e di rilevanza storica sono:
• mwataPonte Bisantis: detto anche Morandi. Considerato il simbolo della città, è un ponte ad arco opera di mwateRiccardo Morandi. Opera d'arte notevole e di grande rilevanza architettonica, per anni, dopo la sua costruzione avvenuta tra il 1959 e il 1962, fu il secondo ponte ad arco singolo in calcestruzzo armato in mwatiEuropa e nel mondo per ampiezza della luce.cite-ref-bc88-71-1[71]cite-ref-77[77]cite-ref-78[78]
• Ponte di Siano: collega il centro cittadino all'omonimo quartiere. Fu costruito a cavallo fra il 1928 e i primi anni 1930 ed è caratterizzato da una struttura ad arco unico. Proprio a causa di questa sua peculiarità, è considerato precursore del Ponte Morandi.cite-ref-79[79]
Siti archeologici
Durante i lavori per la costruzione delle fondamenta della Cittadella della regione Calabria, nel quartiere mwauwGermaneto, sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici risalenti ai periodi greco e romano, che testimoniano la presenza di villaggi sparsi lungo tutta la valle del mwau0Corace appartamenti alla parte settentrionale dell'antica mwau4Scolacium. Proprio nella storia dell'antica città di "mwau8Minerva Scolacium" è radicata l'origine del capoluogo calabrese.cite-ref-scolacium-80-0[80]
Il parco archeologico di Scolacium si trova nella frazione di Roccelletta, nel comune di mwavuBorgia,cite-ref-81[81] località tuttavia completamente conurbata con il mwavoquartiere marinaro del comune di Catanzaro. Reperti sono stati recuperati anche nel quartiere di mwavsSanta Maria di Catanzaro. Dell'abitato preromano rimangono parte delle strade lastricate, degli acquedotti, dei mausolei, di altri impianti sepolcrali, della basilica, di un impianto termale ma soprattutto del teatro, il quale poggia naturalmente pendio di una collina.cite-ref-scolacium-80-1[80]
Il parco archeologico è anche teatro di importanti eventi, come ad esempio "Intersezioni", rassegna di arte contemporanea che si svolse fino ai primi anni 2010 e coinvolgeva artisti di fama internazionale,cite-ref-82[82] e il festival musicale, di danza e teatro "Armonie d'arte festival".cite-ref-83[83]
Aree naturali
Catanzaro, secondo l'indagine "Ecosistema urbano" di mwawsLegambiente e Ambiente Italia del 2024, occupa la sedicesima posizione in Italia su 107 capoluoghi di provincia per quanto riguarda il verde urbano.cite-ref-ecurbano-84-0[84] Inoltre, il capoluogo calabrese, è la città calabrese con la maggiore estensione del verde urbano (776 ha) e del verde pro-capite (92 m²); in tal senso, incidono i 700 ettari del Parco Li Comuni, i 61 ettari del mwaxaParco della Biodiversità mediterranea, i 12 ettari del Parco costiero di Giovino e i 3 ettari della mwaxeVilla comunale.cite-ref-85[85]
Il mwaxwParco della Biodiversità mediterranea è il principale polmone verde della città, sito nella zona nord. Inaugurato nel 2004, ha una superficie complessiva di 13 ettari.cite-ref-86[86] Ospita strutture sportive, ludiche, servizi e il Centro di recupero per gli animali selvatici (CRAS). È anche un importante presidio culturale, ospitando il mwayeMuseo storico militare Brigata Catanzaro e il mwayiParco Internazionale della Scultura. Corredata al parco è la Valle dei Mulini, un ampio percorso naturalistico di 48 ettari.cite-ref-87[87] Il Parco della Biodiversità, in un reportage del 2019, è stato annoverato fra i dieci parchi artistici più belli d'Italia dal quotidiano mwaycmwaygla Repubblica.cite-ref-88[88]
mway4Villa Margherita, conosciuta anche come villa Trieste, è il giardino storico e villa comunale della città, ubicata nel centro storico. Fu realizzata a partire dal 1878 e inaugurata da re mway8Umberto I nel 1881, occasione in cui fu dedicata alla consorte, la regina mwazaMargherita di Savoia.cite-ref-89[89] Al suo interno ospita i busti marmorei di alcuni fra i principali sindaci della città, il Museo archeologico numismatico provinciale e la mwazuBiblioteca comunale Filippo De Nobili.cite-ref-90[90]
La pineta di Giovino sorge sul litorale costiero catanzarese, nei pressi del quartiere mwazsLido. È un grande polmone verde, attrezzato per lo svolgimento di sport all'aria aperta, che prende il nome di "parco costiero di Giovino", che costeggia il lungomare dell'omonimo abitato.cite-ref-czlidonet-91-0[91] Nello zona non soggetta a processi di urbanizzazione sorge invece l'oasi naturalistica delle mwa0adune di Giovino, un'ampia zona dalla superficie di 12 ettari in cui trovano l'ideale habitat di sviluppo piante rare.cite-ref-92[92] Il sistema dunale, dal 2025, è mwa0uriserva naturale regionale, con il nome di "Riserva naturale regionale Le dune di Giovino".cite-ref-93[93]
Parco Gaslini è il principale parco urbano del quartiere Lido. È stato inaugurato nel 2017 ed è il risultato della bonifica e della riqualificazione di un'area industriale dismessa, da cui prende il nome.cite-ref-94[94]
Il bosco "Li Comuni", conosciuto anche come pineta di Siano, è un'oasi naturalistica di 700 ettari che sorge nei boschi dell'omonimo quartiere della città. Al suo interno ospita un'importante varietà faunistica e floristica, tipica della mwa1amacchia mediterranea. All'interno del parco vi sono inoltre numerosi percorsi sportivi ed escursionistici.cite-ref-czlidonet-91-1[91]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
• Marocco 667
• Romania 579
• Ucraina 260
• Filippine 181
• Bulgaria 157
• Cina 141
• Bielorussia 134
• Polonia 98
Lingue e dialetti
«Tutti l'omini nescianu libberi e sunnu i stessi pe' dignità e diritti; Ognunu ava u cerveddhu soi e a raggiuna e a cuscenza sua, e ava ma si cumporta cull'atri propriu comu si fhussèranu i frati soi.»
Il mwa30dialetto catanzarese è di tipo mwa34siciliano, distinguendosi sia da quello mwa38cosentino (di tipo mwa4anapoletano), sia dal mwa4edialetto reggino, anch'esso di tipo siciliano ma con maggiore influenza mwa4igreca.
Proprio per la sua posizione centrale, l'mwa4qistmo di Catanzaro, fa da linea di demarcazione (mwa4uisoglossa) tra queste due aree presentando una forma linguistica con caratteristiche autonome e nello stesso tempo influenzata da entrambe. Per quanto riguarda la pronuncia l'eredità lasciata dal mwa4ygreco è evidente nella pronuncia aspirata della lettera mwa4cf accompagnata dalle vocali che trasformano ad esempio mwa4gfi in mwa4khi e quindi mwa4ofiato in mwa4shiatu, mentre dal mwa4wlatino la pronuncia marcata delle lettere mwa40t,mwa44d e mwa48p (molto simile al mwa5asardo) e la presenza della lettera mwa5eu in chiusura di parola in sostituzione della mwa5io esempio mwa5mtorno si trasforma in mwa5qtornu. Molto utilizzata tra la popolazione cittadina l'espressione dialettale mwa5uJamma Ja a scopo esortativo, equivalente alle espressioni imperative mwa5yavanti! - mwa5candiamo!.
Tradizioni e folclore
Il culto di mwa58San Vitaliano da Capua venne introdotto, con la traslazione delle reliquie del santo, giunte dal mwa6asantuario di Montevergine e da mwa6eBenevento, in un'apposita cappella della cattedrale voluta dal conte Pietro Ruffo nel 1311. Dopo la rovina della cappella le reliquie furono trasferite ufficialmente dal vescovo Nicolò Orazio nel 1583. Secondo la tradizione dal suo sepolcro sarebbe trasudato un liquido miracoloso detto "manna".
Il santo è ricordato il 16 luglio, in ricordo probabilmente della prima traslazione delle reliquie, ma viene celebrato a Catanzaro anche in occasione della domenica mwa6mmwa6qin albis. Nel 1922 fu celebrato solennemente il settimo centenario dell'arrivo delle reliquie.
Il culto della mwa6yMadonna di Porto Salvo ha origini antiche e la festa della protettrice dei pescatori e dei caduti del mare è una ricorrenza molto sentita soprattutto a Catanzaro Lido. La statua della Madonna è portata in processione su un grande peschereccio al cui seguito vi sono centinaia di barche addobbate a festa.
Il capoluogo calabrese è una città ricca di tradizioni folkloristiche che si sono conservate a lungo nel corso dei secoli e che trovano occasione di riemergere in momenti particolari della vita catanzarese. Tutto ciò non è nient'altro che l'eredità lasciata dalle tante popolazioni che si sono succedute nell'insediamento del territorio, influenzandone vistosamente la cultura e lasciando tracce ben visibili ancora oggi. La mwa6gNaca è l'evento principe della mwa6ksettimana santa e uno dei più attesi in città durante tutto l'anno. È una caratteristica processione del mwa6ovenerdì santo le cui origini si fanno risalire al mwa6smedioevo che ogni anno richiama centinaia di fedeli provenienti anche dalla provincia.
Istituzioni, enti e associazioni
Catanzaro, fregiandosi del ruolo di capoluogo di regione, è sede di molti mwa7centi, mwa7gistituzioni e mwa7kassociazioni. La città accoglie la mwa7oGiunta regionale della Calabria, che ha sede nel nuovo complesso sito nel quartiere Germaneto ed inaugurato nel 2015 e tutte le istituzioni di valenza regionale. Nell'ambito delle forze di mwa7sPolizia, sono presenti a Catanzaro la mwa7wPolizia Scientifica, il centro operativo mwa70Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e il comando regionale della mwa74Guardia di Finanza. La città dispone di un mwa78carcere minorile, che ha sede nel quartiere mwa8aStadio, e di un carcere sito nel quartiere Siano.
Essendo capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria, Catanzaro ospita, nel comparto della mwa8iPubblica amministrazione, le varie sedi regionali della mwa8mprotezione civile, nel quartiere mwa8qGermaneto, dell'mwa8uInps, dell'mwa8yInail e, nel quartiere mwa8cmarinaro, dell'Ufficio scolastico regionale. È sede anche della direzione regionale dell'mwa8gAgenzia delle entrate. La direzione regionale del Ministero del Lavoro, invece, è allocata a Reggio Calabria. Nell'ambito della mwa8kmagistratura, la mwa8oCorte d'appello di Catanzaro è la principale della regione, la più antica e prestigiosa. Fu inaugurata nel 1809 con decreto 29 maggio 1809 n. 381 da parte del re mwa8sGioacchino Murat. Nel 1817, dopo la restaurazione mwa8wBorbonica assunse la denominazione di Gran Corte Civile per volere di re mwa80Ferdinando I. L'antica e definitiva denominazione fu ripristinata dopo l'mwa84unità d'Italia con decreto del 17 febbraio 1861 da parte di mwa88Eugenio Emanuele di Savoia-Villafranca. Precedentemente già dal 1606 esisteva a Catanzaro la mwa9aRegia Udienza con sentenza del consiglio Collaterale che vi stabilì definitivamente la sua sede il 6 aprile 1606 proclamando che mwa9e"la Regia Udienza non dovevasi più muovere da Cathanzario e che in perpetuum vi Rimanesse". Dagli anni venti del Novecento la sede della mwa9iCorte d'appello è il Palazzo "Salvatore Blasco"; negli anni dieci del nuovo millennio è stato inaugurato il mwa9mnuovo tribunale, Palazzo "Francesco Ferlaino", in prossimità del primo. Sui tre colli hanno sede importanti istituzioni religiose. Un esempio è rappresentato dal seminario arcivescovile liceale, fondato nel 1567. Catanzaro è inoltre sede arcivescovile dell'mwa9qarcidiocesi di Catanzaro-Squillace.
L'Azienda ospedaliera "Pugliese-Ciaccio" coordina il presidio ospedaliero mwa9yPugliese, uno dei più grandi e importanti della regione, e il presidio ospedaliero mwa9cCiaccio. Un altro ospedale, sito nel quartiere Pontepiccolo è il mwa9gSant'Anna Hospital alla quale si aggiungono la casa di cura mwa9kVilla del Sole e il Centro Medico Diagnostico Igea - Villa Serena.
Qualità della vita
L'indagine "Ecosistema urbano" di mwa9wLegambiente e Ambiente Italia, afferente al 2018, premia invece Catanzaro, che si classifica al 31º posto, con un guadagno complessivo di 11 posizioni rispetto all'anno precedente, con un punteggio del 59,36%. L'indicatore migliore è "Incidenti stradali" (2º posto), quello peggiore "Isole pedonali" (99°).cite-ref-ecurbano-84-1[84]
Cultura
Istruzione
Biblioteche
Le biblioteche presenti sul territorio comunale sono:
• mwa-wBiblioteca comunale "Filippo De Nobili": è la principale biblioteca della città. Situata in mwa-0Villa Margherita, fu istituita nel 1889. Ha un patrimonio storico di oltre mwa-4130 000 opere, in particolare volumi e manoscritti, arricchitosi esponenzialmente nel corso del tempo anche grazie al lavoro di mwa-8Filippo De Nobili (a cui l'archivio è dedicato), storico, scrittore e poeta catanzarese che diresse la biblioteca dal 1908 al 1958.cite-ref-99[99]
• mwa-uBiblioteca provinciale "Bruno Chimirri": seconda biblioteca della città per importanza, ha un patrimonio librario di circa mwa-y40 000 opere.cite-ref-100[100]
• Archivio di Stato "Emilia Zinzi": è ospitato nei locali del complesso monumentale del San Giovanni ed è intitolato all'mwa-womonima storica dell'arte catanzarese. È stato istituito nel 1843 e riaperto al pubblico nel 2018.cite-ref-101[101] Ha un vasto patrimonio, composto da oltre mwbae50 000 volumi, mappe e pergamene, che spazia dal XIV fino al XX secolo. Sono da segnalare, in particolare, i seguenti fondi: l'Archivio delle Ferriere di Mongiana, la Cassa sacra e la Regia udienza, gli atti notarili antichi, documenti sul brigantaggio e sui moti patriottici.cite-ref-102[102]
• Biblioteca Camerale: la biblioteca della mwbacCCIA di Catanzaro, entrata nel 2019 a far parte del mwbagServizio bibliotecario nazionale, dispone di oltre mwbak10 000 volumi, principalmente vertenti su contesti giuridici, statistici ed economici, periodici, documenti e dépliant.cite-ref-103[103]
• Biblioteca dell'Istituto Teologico Calabro "Cassiodoro": fu istituita nel 1912, contestualmente al mwba8seminario Pio X. Dal 2014 è intitolata a mwbbaCassiodoro, politico e storico romano nativo di mwbbeScolacium, colonia magnogreca che sorgeva nei pressi dell'odierna mwbbiLido. Distrutta da un incendio nel 1941, fu ricostruita nel 1954. Dispone di una collezione composta da circa mwbbm27 000 volumi.cite-ref-104[104]
• Biblioteca Arcivescovile "Antonio Lombardi": istituita nel 1999, ha un patrimonio di circa mwbbk20 000 volumi, composto principalmente da volumi donati da vescovi e sacerdoti e da libri salvatisi dai bombardamenti del mwbbosecondo conflitto mondiale.cite-ref-105[105]
• Biblioteca del Comando militare regionale "Calabria": situata all'interno della Caserma "Pepe-Bettoja", è stata aperta al pubblico nel 2011. Dispone di un patrimonio di circa mwbca6 000 riguardanti scienza, cultura, letteratura e naturalmente la storia militare.cite-ref-106[106]
Dispongono di relativi sistemi bibliotecari anche l'mwbcyUniversità Magna Græciacite-ref-107[107] e l'mwbcsAccademia di belle arti.cite-ref-108[108]
Ricerca
La città ospitava l'mwbdiIstituto regionale ricerca educativa (IRRE), che si occupava di ricerca pedagogica e conduceva progetti di sperimentazione in campo educativo. A partire dal 2007 gli IRRE sono stati soppressi per essere assorbiti in una Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica.
Università e accademie
Le istituzioni universitarie che hanno sede in città sono:
• mwbdsUniversità degli Studi Magna Græcia: seconda università in Calabria per numero di iscritti, è stata fondata nel 1998. È imperniata sulle facoltà principali di mwbdwmedicina, mwbd0farmacia, mwbd4giurisprudenza, mwbd8sociologia e mwbeascienze motorie. Sebbene l'ateneo sia di recente fondazione, la presenza dell'istituzione universitaria nella città è radicata nel passato e la sua storia si sviluppa in più tappe che culminano nel 1982 con la nascita dell'mwbeeUniversità degli studi di Reggio Calabria, che contempla l'istituzione di tre facoltà a Catanzaro. Dopo una prima fase di attività, utile all'assestamento delle facoltà, si pongono le basi per la nascita dell'ateneo: tale obiettivo viene sancito ufficialmente da un decreto ministeriale del 29 dicembre 1997.cite-ref-109[109]cite-ref-110[110]
• mwbesAccademia di belle arti: fu istituita con D.P.R. nº 1162 del 30 ottobre 1972 ed opera dal 1973.cite-ref-111[111] Ha un bacino d'utenza che comprende le provincie di mwbfaVibo Valentia, mwbfeCrotone e mwbfiCosenza. L'offerta formativa è suddivisa in tre dipartimenti.cite-ref-112[112]
• mwbfgPontificio seminario regionale San Pio X: Fu fondato nel 1912 per volere di mwbfkPapa Pio X. È un istituto aggregato alla mwbfoPontificia facoltà teologica dell'Italia meridionalecite-ref-113[113] ed è tra i dodici seminari regionali esistenti in tutta Italia per la formazione di nuovi sacerdoti.cite-ref-114[114]
• Istituto Superiore di Studi Musicali P.I. Tchaikovsky: il mwbgqconservatorio, con sede a mwbguNocera Terinese, ha stipulato nel 2018 una convenzione col mwbgyTeatro Politeama Mario Foglietti per l'attivazione nel capoluogo calabrese dei corsi presenti nella propria offerta accademica e lo svolgimento di esami.cite-ref-115[115]
Musei
Le principali istituzioni museali della città sono:
• mwbg8Museo d'arte moderna e contemporanea di Catanzaro (MARCA): sito nel mwbhacentro storico, ospita collezioni di vario genere, facenti capo all'mwbhearte antica come all'mwbhiarte contemporanea. Il nucleo principale del museo, fondato nel 2008, raccoglie oggetti d'arte mwbhmotto-mwbhqnovecenteschi e ospita una gipsoteca.cite-ref-116[116]
• mwbiaMuseo storico militare Brigata Catanzaro (MUSMI): sito nel mwbieParco della Biodiversità mediterranea, è un museo specialistico dedicato alla mwbiiBrigata Catanzaro che custodisce armi, divise, documenti, cartine geografiche e altri cimeli utilizzati nelle varie guerra dal periodo mwbimnapoleonico alla mwbiqseconda guerra mondiale.cite-ref-117[117]
• Museo archeologico numismatico provinciale (MARCH): inaugurato nel 1879, è sito all'interno di mwbioVilla Margherita. È la più antica istituzione museale calabrese. Ospita numerosi reperti archeologici e una collezione di oltre 8000 monete che spazia dal periodo greco sino all'età moderna.cite-ref-118[118]cite-ref-119[119]
• Museo diocesano d'arte sacra (MUDAS): aperto nel 1997 (sede di Catanzaro), è un'unica realtà museale in seguito alla fusione con la sede di mwbjqSquillace (1984). Sito nel Palazzo Arcivescovile (in Piazza Duomo), ha il suo nucleo centrale di riferimento nel "Tesoro della cattedrale", costituito da numerosi suppellettili di origine francese e napoletana che fungono da testimonianza di quella che fu la cultura manifatturiera tessile della città.cite-ref-120[120]
• Museo del rock: unico museo dedicato al mwbjorock in Italia. Inaugurato nel 2011 e successivamente nel 2015 nella nuova sede, sita alle porte del centro storico. Strutturato su due piani, ospita circa diecimila vinili e altri cimeli che raccontano il rock dagli anni cinquanta fino agli anni novanta. Ospita anche numerosi live e concerti.cite-ref-121[121]cite-ref-122[122]
• mwbkqParco Internazionale della Scultura: un museo a cielo aperto (primo di questo genere nel mwbkuMeridione d'Italia) parte integrante del Parco della Biodiversità mediterranea. Accoglie le opere degli artisti di fama internazionale che dal 2005 al 2010 hanno preso parte al progetto di scultura contemporanea mwbkyIntersezioni, che si svolgeva ogni anno nel periodo estivo al mwbkcParco archeologico di Scolacium, patrocinata dalla Provincia di Catanzaro e dal MARCA.cite-ref-123[123]cite-ref-124[124]
• Casa della Memoria Mimmo Rotella: inaugurato nel 2005 nel centro storico, in quella che fu la casa di mwbleMimmo Rotella, nativo di Catanzaro, considerato come uno dei protagonisti della scena artistica della seconda metà del XX secolo. Ha come obiettivo principale la promozione dell'arte contemporanea.cite-ref-125[125]
• mwblcMuseo delle carrozze: sito nel quartiere Siano in un edificio in stile medievale, documenta l'evoluzione dei mezzi di trasporto non motorizzate tramite l'esposizione di 25 pezzi d'epoca. Al museo è annessa un'esposizione permanente sugli attrezzi rurali.cite-ref-126[126]
• Museo del Risorgimento: ospitato all'interno dei locali della caserma del distretto militare "Florestano Pepe", è l'unico museo della storia risorgimentale del Sud Italia. Vi sono esposte divise, fotografie, armi e altri cimeli di particolare rilevanza.cite-ref-127[127]
• Museo dei vigili urbani: inaugurato nel 2013 all'interno del comando "Rattà-Procopio", ospita una collezione di vari cimeli che hanno caratterizzato l'attività dei vigli urbani della città a partire dal 1872.cite-ref-128[128]
• Museo del Patrimonio dell’Accademia di Catanzaro (MUPAC): è il museo dell'mwbmcAccademia di belle arti di Catanzaro, ospitato presso l'edificio storico dell'ex Educandato, nel centro storico della città, sede dell'Accademia.cite-ref-129[129]
• Complesso monumentale del San Giovanni.
• Ex Stac.
• Museo storico della polizia localecite-ref-130[130]
• Gipsoteca Francesco Jeracecite-ref-131[131]
• Museo del marecite-ref-132[132]
• Museo del Catanzaro Calciocite-ref-133[133]
Media
Stampa
Le testate giornalistiche con sede a Catanzaro sono:
• mwbokmwbooIl Giornale di Calabria, fondato nel 1962
• mwbowmwbo0Il Domani della Calabria, fondato nel 1997
• mwbo8Il Corriere dei due Mari, fondato nel 2007
Altre testate regionali con sedi distaccate a Catanzaro sono:
• mwbpmmwbpqIl Quotidiano della Calabria
• mwbpymwbpcCalabria Ora
• mwbpkmwbpoGazzetta del Sud
Radio
• Radio Catanzaro Centro
• Radio Catanzaro Classic
• Radio Amica
• RTC Radio Catanzaro 104
• Radio Amore
Televisione
Catanzaro è sede di emittenti televisive regionali terrestri e satellitari, le prime delle quali, RTC-Telecalabria nel 1976, e mwbqqTelespazio TV pochi mesi dopo, furono fondate dall'imprenditore di origini siciliane Tony Boemi, che focalizzò i suoi sforzi sulla secondacite-ref-storia-di-tony-re-delle-tv-calabresi-134-0[134]. A quest'ultimo gruppo è legata Telespazio Studio 3. Completa il panorama delle tv locali Infospazio Tv.
Calabria Channel è invece un'emittente satellitare, sul canale 875 di Sky con copertura internazionale che comprende tutti gli Stati europei e i Paesi extra europei che si affacciano sul mwbqoMediterraneo.
Arte
«Hora godendo Catanzaro una perfettissima quiete diedesi alla coltura delle piante suddette, appellate Celsi, o come altri dicono Mori, e col beneficio dell'acque, che l'irrigavan, crebbero in breve con le foglie poi delle quali comincionsi a nutrir il Verme; indi da gusci del detto a cavar nell'acqua bollente la seta; con la pratica d'alcuni Orienteli nella Città commoranti imparando molti la testura di quella, ne fecero drappi di varie sorti; onde in modo vi si stabilì l'Arte»
(Vincenzo D'Amato, Memorie historiche dell'illustrissima, famosissima, e fedelissima città di Catanzaro, 1670)
Sulla base di questo testo, si ritiene che l'arte della mwbriseta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una casta di Orientali che abitava la città. Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti in mwbrmEuropa, proprio in quel secolo che vide la nascita della città, infatti una recente ipotesi fa derivare il nome stesso della città dal termine "Katartarioi" ovvero "filatori di seta".cite-ref-mat72-23-1[23]
È certo che i primi centri europei dove si lavorò la seta, tra la fine del IX e i primi anni del mwbrkX secolo d.C., sono italiani, per l'esattezza Catanzaro e mwbroPalermo. La spiegazione è abbastanza intuitiva: la prima era sotto il dominio dei bizantini, mentre la seconda era araba e, quindi, tutte e due strettamente legate a culture orientali allora molto forti.
Agli inizi del Quattrocento, sotto il dominio mwbrwAragonese si ebbe un ulteriore periodo di sviluppo, dovuto all'antica tradizione della lavorazione e del commercio della mwbr0seta. Nel 1519 Re Carlo V "riconosce" il Consolato dell'mwbr4arte della Seta, anche se gli mwbr8Statuti dell'Arte della Setacite-ref-sinopoli39-30-2[30] a noi pervenuti sono dell'8 maggio 1568, è certo che a Catanzaro l'arte della seta era già florida in tempi precedenti, infatti alcuni artigiani furono chiamati in mwbsqSicilia (a mwbsuPalermo nel 1432 e a mwbsyMessina nel 1468) per insegnare l'arte del mwbscvelluto, e in mwbsgFrancia (a mwbskLione nel 1466 e mwbsoTours nel 1470) quando il re mwbssLuigi XI decise di istituire nei propri domini la manifattura della mwbswseta, dove comparve il primo telaio meccanizzato attribuito a "Giovanni il Calabrese"cite-ref-135[135].
Grande importanza ebbero gli mwbtiebrei, ma quando vennero banditi da tutti i territori dominati dalla mwbtmSpagna, anche la tradizione manifatturiera declinò, in quanto opera prevalentemente di questa popolazione.cite-ref-sinopoli39-30-3[30] Ne resta traccia nel quartiere tuttora chiamato mwbtgFilanda, dove anticamente erano ubicati i laboratori per la tessitura e la filatura della seta.
Teatro
La tradizione teatrale della città risale al tardo Seicento quando in occasione della nascita dell'erede al trono spagnolo, ci furono quasi due mesi di rappresentazioni che animarono piazza San Giovanni. Le attività teatrali si continuarono a svolgere nelle piazze cittadine e in un piccolo teatro in piazza Duomo, distrutto dal terremoto del 1783.
In seguito venne costruito lo storico teatro comunale, progettato dall'architetto mwbuaVincenzo De Grazia nel 1818 e terminato nel 1830. Il teatro rappresentava opere di mwbuePergolesi, mwbuiRossini, mwbumGoldoni, mwbuqGiacosa e mwbuuD'Annunzio, Scribe, Sardou, Mirabeau, mwbuyDumas, mwbucIbsen, mwbugTolstoj, mwbukShakespeare, mwbuoDostoevskij. Ne calcarono il palcoscenico i più noti artisti del tempo, da mwbusErmete Novelli a mwbuwErmete Zacconi, da mwbu0Giovanni Emanuel a mwbu4Gustavo Salvini.cite-ref-136[136]
In seguito alla crisi economica e sociale che investì la città dopo la mwbvqprima guerra mondiale, il teatro declinò e venne infine demolito nel 1938, mentre l'attività teatrale continuò in modo diseguale con il teatro Masciari, inaugurato nel 1923, che raggiunse l'apice del suo splendore negli anni 1940,cite-ref-137[137] e con il teatro Comunale, inaugurato nel 1953.cite-ref-138[138] Nel 2002 fu inaugurato il mwbv0Teatro Politeama, situato nel centro storico, su progetto di mwbv4Paolo Portoghesi. Occupa lo spazio dove si trovava l'omonimo cinema e teatro costruito negli anni 1930 e un vicino mercato coperto della stessa epoca. L'edificio, importante per dimensioni, è caratterizzato da un'mwbv8architettura organica dalle forme armoniose e dal palcoscenico fra i più avanzati in Italia dal punto di vista tecnologico. La sala centrale a forma di ferro di cavallo, intorno a cui si articola l'edificio, riprende la tradizione del mwbwateatro classico all'italiana.cite-ref-139[139]
La maschera tipica è mwbwyGiangurgolo; nata in città nel tra il XI e il XII secolocite-ref-140[140], al tempo della mwbwsCommedia dell'arte, divenne famosa in quanto rappresentava la figura del Capitano di origine spagnola, vanitoso e bugiardo, che ha più del furfante che dell'uomo d'armi.
Banda musicale
A Catanzaro opera una banda musicale già fondata negli anni '30 a mwbw4Gagliano da mwbw8Salvatore Caroleocite-ref-141[141]. La stessa, aveva trovato continuità attraverso l’opera di mwbxqSalvatore Caroleo, nipote omonimo del precedente, nell’immediato dopoguerra. Nel 1948, tale concerto bandistico assumeva la denominazione di mwbxu''mwbxyGran Concerto Cooperativo Gagliano-Tiriolomwbxc''cite-ref-142[142], sempre diretto da mwbxwSalvatore Caroleo junior. Dal 1986, trasformatasi in mwbx0''mwbx4Banda Musicale Città di Catanzaromwbx8''cite-ref-143[143], continua ad operare nell’intero territorio esibendosi in programmi classici, operistici e tratti dalle composizioni dai Maestri fondatori, seguendo l’impostazione organizzativa e di organico strumentale delle origini. Con sede a mwbyqGagliano, in via Candela 9, è attualmente diretta dal Direttore mwbyuFrancesco Scalzocite-ref-144[144].
Cucina
La gastronomia di Catanzaro, che affonda le sue radici nella tradizione tipicamente mwbzymediterranea, è caratterizzata dalla presenza di sapori forti e aromatici. Frequente l'uso del mwbzcpeperoncino mwbzgpiccante, presente in quasi tutti i piatti tradizionali, spesso associato ad altre spezie aromatiche come l'mwbzkorigano, il mwbzobasilico e l'mwbzsalloro.
Il piatto forte della gastronomica locale è il morzello (mwbz0u mwbz4morzeddhu in dialetto), di solito servito caldo nella mwbz8mwbaapitta, pane casereccio piuttosto schiacciato e dalla forma circolare, tagliato a libretto. L'ingrediente base è costituito dalle interiora di vitello (mwbaediuneddhi), con conserva di peperoni piccanti, mwbaisale, origano, alloro, e mwbamvino rosso. Simile al Morzello è il mwbaqsoffritto (mwbauu suffrittu), che i catanzaresi amano mangiare a cena la vigilia di Capodanno. È un piatto a base di carne magra di maiale che viene soffritta nella mwbaytiana, una caratteristica pentola di mwbacterracotta, e insaporita con alloro, origano, mwbagvino bianco e concentrato di pomodoro. Anche il soffritto si serve nella pitta.
Altro piatto tipico locale sono i mwbaovermituri ossia le mwbaslumache di terra bollite al sugo con l'aggiunta di peperoncino. Il piatto ha radici molto antiche, vengono raccolte durante le prime piogge nel mese di ottobre e la preparazione è rimasta intatta nel tempo. L'usanza prevede che siano lavate bene per eliminare la terra, poi lasciate riposare in un recipiente forato munito di coperchio per 24 ore. Dopo vengono risciacquate e fatte bollire per più di mezz'ora in una padella con olio, pomodori, mwbawaglio, sale, origano e peperoncino piccante.
I primi piatti più caratteristici della molto varia cucina catanzarese sono la pasta e ceci con mwba4finocchi selvatici, la pasta dei mietitori, con un sugo a base di cipolle, mwba8zucchine e patate, la pasta di casa mwbba(pasta 'e casa) che ha una preparazione tutta particolare e che è condita con un ragù particolare caratterizzato da mwbbe'nduja, mwbbicarne macinata, mwbbmcarote, mwbbqpatate bollite, peperoni, mwbbuolio extravergine di oliva, aglio, mwbbycipolla, sale e infine parmigiano o mwbbcpecorino; inoltre la pasta con le alici, preparata con mwbbgacciughe sotto sale, mollica di pane e peperoncino piccante. Molto utilizzata la mwbbkcarne di maiale e di manzo.
Tra i dolci i mwbcimonaceddhi, ovvero mwbcmuova sode farcite di mwbcqcacao e fritte, la mwbcupitta mwbcy'nchiusa, le "nipitelle", mezzelune di mwbccpasta frolla farcite con mwbcguva passa, mwbcknoci e mwbcomiele. Una tipicità delle feste pasquali è rappresentata dalle mwbcsmwbcwcuzzupe, ciambelle decorate con uova, mentre nel periodo natalizio sono tipici i dolci mwbc0divino amore, dolci a base di mwbc8pasta di mandorla, ricoperti al mwbdacioccolato bianco e nero.
Tra i drink da aperitivo si segnala il cocktail piccante di origine catanzarese chiamato mwbdimwbdmmomò. Consumato soprattutto nei mesi estivi, è composto da mwbdqBitter Campari, mwbduVecchio Amaro del Capo, mwbdyseltz con l'aggiunta di uno spiedino di frutta e di un peperoncino locale interamente immerso nel drink che rende la bevanda leggermente piccantecite-ref-146[146].
Eventi
I principali eventi, talvolta di rilievo nazionale e internazionale, che si svolgono nella città di Catanzaro, sono:
• Altrove Festival: giunto nel 2019 alla sesta edizione, è una rassegna dedicata all'mwbeaarte di strada fra le più importanti e influenti in mwbeeEuropa.cite-ref-147[147]cite-ref-altrove1-148-0[148]cite-ref-149[149] Il festival è dedicato anche alla rigenerazione urbana, promossa attraverso l'arte di strada. Ciò ha permesso di rendere la città un vero e proprio "muso a cielo aperto", grazie alle opere dislocate sui muri dei vari quartieri alle quali hanno contribuito mwbe4mwbe8writer provenienti da tutto il mondo.cite-ref-altrove1-148-1[148]cite-ref-150[150]
• Magna Graecia Film Festival: kermesse dedicata al cinema ed in particolare alle opere prime. Nato nel 2004, le prime edizioni si sono svolte a mwbfoMontepaone e mwbfsSoverato, località turistico-balneari della costa jonica catanzarese. A partire dal 2017, il festival si svolge presso il piazzale del mwbfwPorto di Catanzaro.cite-ref-151[151] Sul mwbgered carpet del MGFF sfilano annualmente numerose stelle del cinema italiano e internazionale, con una menzione particolare al mwbgimercato statunitense.cite-ref-152[152]cite-ref-153[153]
• Materia Independent Design Festival: il festival sul design indipendente più importante del Sud Italiacite-ref-materia-154-0[154] e fra i più importanti in Italia,cite-ref-155[155] ideato nel 2015, si svolge annualmente presso i locali del Complesso Monumentale del San Giovanni, l'antico castello normanno della città. Ospita designer e artigiani di fama internazionale, ha come obiettivi anche la conoscenza e la promozione del folklore e della cultura del capoluogo calabrese e della regione. Nel 2019 ha ricevuto in premio il mwbhqCompasso d'oro, importante riconoscimento assegnato dall'mwbhuAssociazione per il disegno industriale.cite-ref-materia-154-1[154]cite-ref-156[156]
• Festival d'autunno: è una delle kermesse più longeve ed importanti della Calabria.cite-ref-157[157] Ideata nel 2003 e dedicata al grande cantautorato italiano e internazionale, è caratterizzata dalla coesistenza di generi musicali ed espressioni artistiche diverse.cite-ref-158[158] Si svolge annualmente al mwbicTeatro Politeama del capoluogo calabrese e richiama spettatori da ogni parte della regione e d'Italia.cite-ref-159[159]
• Settembre al parco: manifestazione musicale e concertistica organizzata dall'mwbi0Amministrazione provinciale. Si svolge annualmente, nel periodo estivo, nella cornice del mwbi4Parco della Biodiversità mediterranea.cite-ref-160[160] Nel corso degli anni, hanno preso parte alla rassegna anche artisti di caratura nazionale e internazionale.cite-ref-161[161]cite-ref-162[162]
• Catanzaro Jazz Fest: è la manifestazione cittadina più antica (ideata nel 1997) e la terza più longeva in Calabria dedicata al jazz.cite-ref-163[163] I concerti, che vedono anche la partecipazione di artisti internazionali, si svolgono nella cornice di mwbkaVilla Margherita e nell'ambito della mwbkeFesta della musica, che si tiene il 21 giugno in tutto il mondo.cite-ref-164[164]
• Fiera di San Lorenzo: si svolge a ridosso della settimana di Ferragosto ed è la più antica della città. La prima edizione si svolse nel 1702, in sostituzione della fiera di Santa Chiara (la cui prima edizione risale al 1426)cite-ref-165[165], caratterizzata dall'arrivo in città di mercanti provenienti da tutto il mondo interessati ad acquistare i pregiati tessuti in seta catanzaresi. Inizialmente, la fiera si svolgeva nel centro città, nello spazio occupato dall'odierna mwbkspiazza Matteotti; oggi è ubicata nel quartiere Mater Domini, nella zona nord del capoluogo.cite-ref-166[166]
• Ogni anno l'ultima domenica del mese di luglio, a Catanzaro Lido, borgo marinaro della Città, si celebra la Processione a Mare della Madonna Santa Maria di Porto Salvo. Il sabato la Madonna viene portata in processione per le vie del borgo mentre la domenica l'effigie della Madonna viene imbarcata su un mwblemotopeschereccio e portata in processione lungo tutto il litorale per essere poi sbarcata a terra nei pressi del fiume Corace. Da qui inizia la processione sul lungomare fino alla chiesa matrice. Per l'occasione il centro storico viene illuminato da colorate luminarie e, dopo la mezzanotte della domenica, una bellissima manifestazione pirotecnica conclude il periodo di festeggiamenti.
Geografia antropica
Urbanistica
Il nucleo più antico della città è arroccato su uno sprono a fianchi assai ripidi quasi per tutta la loro lunghezza pressoché impraticabili, tra le due profonde vallate dei torrenti Musofalo e Fiumarella. Nel corso dei secoli, vari fattori di diversa natura ne hanno determinato la perdita dei tipici caratteri medievali in seguito a continue demolizioni di case e costruzione di edifici dalla caratteristica architettura cementizia. Case a non più di due piani, ornate da balconi e portali pretenziosi, dedali di viuzze strette e anguste hanno visto trasformata la loro struttura originaria, che tuttavia persiste ancora nel mwbmccentro storico, caratterizzato da antichi rioni formati da antichissimi nuclei alcuni risalenti all'epoca mwbmgsaracena o mwbmkbizantina.
La prima vera trasformazione dell'apparato urbanistico della città fu graduale e avvenne a cavallo fra due catastrofici terremoti che colpirono il capoluogo nel mwbms1638 e nel mwbmw1783. Tuttavia l'apertura di Corso Mazzini nel 1870, segnò l'inizio di un'epoca di rivoluzione che portò alla costruzione di apparati moderni per l'epoca. Notevoli e pregiate costruzioni, con epicentro la principale arteria cittadina, cambiarono il volto alla città. Soprattutto fino agli anni 1960 le architetture edificate intorno al 1890 rappresentavano un aspetto singolare e tutto particolare della città. La nascita del rione Fondachello segnò un'importante dilatazione urbanistica che, a partire dal 1885, ebbe come luogo d'espansione le pendici meridionali dello sprone. Intorno alla principale mwbm0stazione ferroviaria della città sorse l'odierno quartiere mwbm4Catanzaro Sala. Ciò comportava un progressivo potenziamenti dei trasporti e delle infrastrutture presenti nella zona e la stazione, posta sulla linea ferroviaria diretta al quartiere marinaro, fu proseguita fino al borgo di origine mwbm8normanna di mwbnaSant'Eufemia, oggi parte integrante del comune di mwbneLamezia Terme.
La violenta mwbnmrecessione che colpì la Calabria a cavallo fra il 1890 e il 1910 causò il rallentamento dell'attività espansiva urbanistica del capoluogo, che negli anni precedenti era stata veloce e progressiva. Una timida ripresa, che successivamente riportò le velocità d'espansione a livelli notevoli, venne orientata verso la zona nord del territorio cittadino. Zona più salubre rispetto alla parte sud, fu teatro del sorgere di un nucleo di abitazioni provvisorie inquadrato con l'appellativo di Baracche, oggi corrispondente a via Mario Greco (mwbnqA scinduta dei Barracchi in dialetto locale), eretto successivamente al terremoto che colpì la città nel 1832. I nuovi rioni presero i nomi di Milano e San Leonardo, che si svilupperanno ed ingrandiranno negli anni tra le due guerre mondiali, e saranno caratterizzate da villette residenziali.
Soprattutto dopo la mwbnoseconda guerra mondiale verso nord sono sorti i quartieri Bellamena e mwbnsStadio, e quindi, lungo la strada per la mwbnwSila, quelli di Pontepiccolo, Pontegrande, Piterà e Sant'Elia. Successivamente, causa la particolare situazione orografica del capoluogo, l'espansione urbana si è sviluppata mediante la costruzione di nuovi ponti verso est con i quartieri Siano, Campagnella e Cava e verso ovest con i quartieri mwbn0Gagliano, Mater Domini e Sant'Antonio.
Negli ultimi 20 anni l'abitato si è espanso verso la costa, lungo la valle della mwbn8Fiumarella e del mwboaCorace, verso i quartieri di mwboeSala, mwboiSanta Maria, Pistoia, mwbomCorvo, mwboqLido e Giovino e intorno a preesistenti piccole frazioni che sono state inglobate nella città.
Con il recente sviluppo urbanistico si sta delineando un modello di città "tripolare" organizzata per funzionalità, in cui il centro cittadino rimarrà polo d'indirizzo politico e organizzativo, il quartiere mwboyLido centro turistico e il nuovo quartiere mwbocGermaneto centro universitario e direzionale.
Lungo la costa si è assistito ad una progressiva conglomerazione con alcune frazioni di comuni limitrofi come mwbokRoccelletta di Borgia, mwbooCaraffa di Catanzaro, mwbosSarrotino, mwbowSimeri Crichi.
Suddivisioni amministrative
Il territorio comunale è suddiviso in 19 quartieri, a loro volta ripartiti in vari sobborghi, rioni e contrade, inizialmente raggruppati in 4 circoscrizioni, venute meno dopo la loro soppressione (per le città con un numero di abitanti inferiore a mwbpe250 000).cite-ref-167[167]
• Ex I circoscrizione: C.E.P., Cavita, mwbpgGagliano, Piterà, Pontegrande-Pontepiccolo, Sant'Elia;
• Ex II circoscrizione: Catanzaro Nord (comprendente i quartieri mwbpoStadio e San Leonardo), Catanzaro Sud (comprendente il mwbpscentro storico cittadino);
• Ex III circoscrizione: Campagnella, Cava-Santo Janni, mwbp0Sala, mwbp4Germaneto, mwbp8Santa Maria, Siano;
Economia
L'economia è stata caratterizzata da periodi di forte sviluppo alternati a fasi di declino. Agli inizi del secolo è sede del primo Congresso eucaristico della regione, oltre ad essere un punto di riferimento commerciale e industriale; risale a questo periodo la nascita di numerose fabbriche, situate nella zona sud, come la "Tonnina" (produzione del tannino) di proprietà francese, la "Ladoga" e la "Gaslini" oltre ad altre fabbriche situate nelle zone di mwbqySanta Maria e Sala. Durante la seconda guerra mondiale si assiste ad un declino economico dovuto alla chiusura della maggior parte delle precedenti attività produttive. Nel dopoguerra inizia un forte ripresa; in questo periodo è sede della prima Fiera Campionaria del meridione. Attualmente l'economia è incentrata nei settori dei servizi telematici alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Il settore della pubblica amministrazione fa registrare il più alto numero di addetti, seguito da quello dei servizi.
| Settore | Industrie | Servizi | Amministrazione | Altro |
|---|---|---|---|---|
| Numero di imprese | 1 151 | 2 716 | 633 | 2 227 |
| Addetti per settore | 5 048 | 5 577 | 26 673 | 7 314 |
| Percentuale sul totale | 11,32% | 12,50% | 59,79% | 16,39% |
Agricoltura
Catanzaro è il principale mercato agricolo della regione. Nel capoluogo calabrese venne infatti fondato nel 1980 il mwbsoCOMALCA, acronimo di Consorzio mercato agricolo alimentare Calabria, con l'intento di costituire e gestire il nuovo Centro Agroalimentare di Catanzaro rientrante nel Piano nazionale dei mercati. L'azienda è il principale centro agroalimentare della mwbssCalabria con funzione di coordinamento tra i vari mercati agricoli regionali e nazionali. Ha sede in viale Europa, nel quartiere mwbswGermaneto. È una società mista pubblico-privato. La città è anche un importante centro alimentare con numerosi oleifici, pastifici e distillerie. Nel territorio comunale sono attivi l'agricoltura (mwbs0cereali, mwbs4barbabietole da zucchero, mwbs8ortaggi, mwbtafrutta, soprattutto mwbteagrumi, mwbtiuva da vino, mwbtmolive e mwbtqnoci), l'allevamento (soprattutto mwbtuovino) e lo sfruttamento dei boschi.
Industria
Il settore industriale è per lo più rappresentato da aziende di medie e piccole dimensioni incentrate su produzioni per il mercato locale e nazionale (esempi di aziende catanzaresi degne di nota sono: mwbtgGuglielmo Caffè, mwbtkTelespazio Tv, mwbtoRTC Telecalabria, Cal.Me, SIARC, mwbtsAZ spa distributore del marchio mwbtwCoop per la Calabria). Di recente costruzione la centrale di turbogas della mwbt0Edison situata all'entrata della città in prossimità del torrente mwbt4Alli.
Turismo
Il settore turistico, viste le grandi potenzialità a disposizione del territorio, potrebbe essere il volano dell'economia catanzarese. Tuttavia la pecca che caratterizza quasi tutto il territorio calabrese, è la mancanza di strutture adeguate, per far fronte alla sempre più crescente domanda. Particolarmente sviluppato è il turismo marittimo, ma non disdegna nemmeno il turismo artistico, vista l'ampio patrimonio culturale di cui dispone il capoluogo di regione, soprattutto la zona racchiusa entro i confini del centro storico. Anche in questo caso la spesso superficiale valorizzazione economica messa in atto dagli enti locali rappresenta un deficit importante. Nonostante ciò sono crescenti le iniziative messe al bando per valorizzare il patrimonio storico-artistico e culturale di cui dispone la cittàcite-ref-168[168].
Infrastrutture e trasporti
Strade
Catanzaro è servita dalla mwbvestrada statale 280, che ha funzione di mwbviraccordo autostradale con caratteristiche di mwbvmsuperstrada. Questo collegamento comportò la realizzazione di imponenti opere d'arte, resesi necessarie a causa della morfologia della città. Fra di esse spicca il noto mwbvqPonte Bisantis, che attraversa la valle della mwbvuFiumarella, costruito nel 1962 su progetto dell'ing. mwbvyRiccardo Morandi.
Un'altra importante arteria che serve Catanzaro è la mwbvgSS 106 Jonica, che attraversa il quartiere costiero di mwbvkLido.
In passato, fino alla realizzazione delle nuove strade a scorrimento veloce, Catanzaro era raggiungibile percorrendo le tortuose strade statali dell'entroterra, la mwbvs19 (per mwbvwCosenza e mwbv0Battipaglia) e la mwbv4109 (per mwbv8Petilia Policastro).
Il quartiere direzionale di mwbweGermaneto è servito dalle varianti alle strade statali mwbwi106 e mwbwm280. Quest'ultima è stata aperta al traffico il 12 ottobre 2011cite-ref-169[169], con la classificazione provvisoria di nuova strada ANAS 354 di Germaneto (NSA 354)cite-ref-tras-170-0[170]. La classificazione definitiva è invece risalente al 2012. La prima invece è stata inaugurata successivamente, l'11 aprile 2013cite-ref-171[171].
Ferrovie
La città è servita dalla mwbxyferrovia Jonica e dalla trasversale mwbxcCatanzaro - Lamezia che la collega alla mwbxgferrovia Tirrenica. Vi è anche una linea a mwbxkscartamento ridotto, gestita dalle mwbxoFerrovie della Calabria, mwbxsdiretta a Cosenza.
La mwbx0stazione principale della città è quella di mwbx4Catanzaro Lido, posta nel punto di incontro delle tre linee, posta nell'mwbx8omonimo quartiere. Dopo la dismissione della mwbyastazione di Catanzaro, che sorgeva in località Sala, avvenuta nel 2008, venne inaugurata quella denominata mwbyeCatanzaro Germaneto, situata nell'mwbyiomonima zona di espansione nella valle del mwbymCorace, alcuni chilometri a ovest della città.
Il centro cittadino è invece servito dalla mwbyulinea per Cosenza delle mwbyyFerrovie della Calabria, particolarmente dalle stazioni mwbycCatanzaro Sala e mwbygCatanzaro Città. La tratta urbana di tale infrastruttura, comprendente 11 stazioni e costituisce un'importante infrastruttura per la mobilità cittadina; su di essa viene espletato il mwbykservizio ferroviario metropolitanocite-ref-172[172], integrato con la rete di autobus urbani.
Porti
Mobilità urbana
Le 25 autolinee sono gestite dalla società mwbzkAzienda per la mobilità di Catanzaro (AMC) che ha in capo, oltre la gestione del trasporto pubblico urbano e suburbano, della sosta e il controllo del traffico, oltre che la gestione della funicolare dal giugno 2015.
I collegamenti con i principali centri della provincia, della regione e con le principali città italiane sono garantiti delle mwbzsAutolinee Romano, società fondata a Crotone nel 1922, che dispone di un capolinea in città e da autocorse svolte delle mwbzwFerrovie della Calabria. L'azienda ha in capo, la gestione di parcheggi di interscambio. Capolinea delle autolinee FC è la mwbz0Stazione di Catanzaro Città, che svolge il ruolo di mwbz4hub per il trasporto pubblico provinciale e regionale. Inoltre, ha avuto la gestione della funicolare fino al giugno 2015.
Funicolare
La mwb0yfunicolare di Catanzaro unisce il centro storico con quartieri a sud dello stesso. Il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti. Il servizio era gestito dalle mwb0cFerrovie della Calabria fino a giugno 2015, successivamente il servizio è stato affidato mwb0gAMC.
La funicolare è stata attivata nel 1998 ricostruendo la tratta a funicolare della cosiddetta mwb0o"tranvia automotofunicolare", funzionante dal 1910 al 1954, una mwb0slinea tranviaria che collegava la mwb0wstazione FS di Catanzaro Sala con il quartiere Pontegrande, sito a nord della città.
Amministrazione
Consolati
Sport
Hanno sede nel comune numerose società sportive, tra le quali: la società di calcio mwb2aCatanzaro, il mwb2eCatanzaro Beach Soccer, la formazione di mwb2icalcio a 5 femminile mwb2mWoman Soccer Catanzarocite-ref-174[174].
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Collegamenti esterni
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